Odo Tinteri

Barche nella Storia

Barche del Mediterraneo

 

I grandi velieri

 

 

Il campo di osservazione è spesso Genova e la Liguria perché in questo

mondo, si specchia il mio desiderio di conoscenza e curiosità

relativamente all'argomento.

E' bello pensare che le spiagge di tutta la costa Ligure, da levante a ponente,

ormai nascoste, per vari motivi, ai nostri occhi, sono state ospiti di cantieri

abili e generosi che hanno costruito le barche più belle del Mediterraneo.

Una vocazione diffusa, in sfida continua, per vincere il desiderio di andare

oltre la barriera dei monti alle spalle e guadagnare un mare attraente che

conteneva i sogni di crescita e di conquista.

 

 

 

 

 

 

 

Amerigo Vespucci

, costruita a Castellamare di Stabia, fu impostata nel 1929 e varata il 22 ottobre 1930. E' lunga 82,4 m, larga 15,5 m e alta 6,3 m. Ha un dislocamento di 4.146 tonnellate, due motori diesel-elettrici della potenza di 2.000 CV per una velocità di 10 nodi; è armata con quattro cannoni da 76 mm e una mitragliera.

Lo scafo è in acciaio con fianchi a fasce nere come gli antichi velieri. Ha tre alberi con pennoni e vele quadre, oltre a vele di taglio fiocchi, vele di strallo e rande. A prua il bompresso si prolunga sull'asta di fiocco e contro fiocco e a poppa "c'è il classico giardinetto che sui vascelli completava la decoratissima galleria sulla quale si aprivano le cabine."

E' la nave scuola più ammirata nel mondo ed è entrata in servizio nel 1931, l'anno in cui l'Accademia Navale celebrava il cinquantenario dalla fondazione.

L'Accademia Navale di Livorno era stata inaugurata il 6 novembre del 1881, voluta da Cavour e da Benedetto Brin per formare i futuri quadri dello stato maggiore della Marina Militare fondendo le due diverse didattiche delle Scuole della Marina di Napoli e di Genova e, sull'esempio di quest' ultima, affiancare alla teoria la pratica a bordo in navigazione.

Intorno al 1925 il ministro della Marina, il grand' ammiraglio Paolo Thaon di Revel, chiese per l'Accademia una nave che suscitasse il fascino degli antichi velieri sia per l'imponente piano velico sia per le eleganti linee dello scafo, ma che fornisse sistemazioni razionali per gli allievi e possedesse le più moderne apparecchiature per fare scuola.

Con questi obiettivi furono costruite la Cristoforo Colombo che, entrata in servizio nel 1928, alla fine della seconda guerra mondiale fu ceduta alla Marina Militare sovietica, secondo quanto stabilito dai trattati di pace e l'Amerigo Vespucci che ancora oggi solca i mari istruendo egregiamente gli allievi e suscitando ammirazione e rispetto in ogni porto.

 

Amerigo Vespucci

 

 

 

 

 

CORSARO di Enrico d'Albertis

Il "Corsaro" fu costruito nel 1885 nel cantiere di Luigi Oneto a Genova Sampierdarena per il capitano conte Enrico d'Albertis, genovese, instancabile viaggiatore, studioso di archeologia navale e di memorie colombiane, uno dei fondatori del R. Yacht Club Italiano nel 1897.

Il Corsaro aveva uno scafo da diporto a cotre, di 50 tonnellate, di forme molto stellate, con prora dritta e poppa slanciata.

Era armato a ketch, ossia con due alberi: quello anteriore a proravia del centro nave e con randa e controranda, la mezzanella all'estrema poppa e con randa. Il bompresso portava più fiocchi.

Il capitano d'Albertis effettuò con il Corsaro diverse crociere e nel 1893, seguendo la rotta atlantica di Colombo con gli stessi strumenti in uso nel '400, percorse 3850 miglia in 27 giorni e 22 ore. Successivamente, giunto a New York, prese parte ai grandiosi festeggiamenti per il quarto Centenario della scoperta dell'America.

Il 31 agosto lasciò New York per l'Italia e, su invito dell'ammiraglio Morin della Divisione navi scuola, fu preso a rimorchio dall'incrociatore Flavio Gioia. Dopo un giorno di navigazione le condizioni del tempo peggiorarono e il cavo dovette essere mollato. Il Corsaro affrontò per oltre due settimane un violentissimo ciclone nell'Oceano e il 26 settembre apparve al largo di Capo San Vincenzo fra l'entusiasmo dei componenti la Divisione navi scuola che avevano temuto per la sua sorte. Rientrò a Genova il 7 ottobre dopo una crociera di circa 10.000 miglia.

 

 

 

 

 

 

 

 

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 Odo Tinteri

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